Prima che le stelle conoscessero i loro nomi, esisteva soltanto il Vuoto Grigio — un silenzio eterno privo di forma. Poi, da un impulso senza origine, nacque Ignareth, il Fuoco Primordiale. Non era un dio, non era un essere: era una forza pura di creazione e distruzione.
Ignareth bruciò per mille ere, e dalle sue scintille cadute nel Vuoto nacquero i continenti, i mari, le montagne. Ma il fuoco che crea consuma anche se stesso: Ignareth si spense lentamente, lasciando nel cuore di Emberia un nucleo di Brace Viva — il Cor Embris — ancora pulsante sotto le Montagne Centinelle.
Prima Epoca — L'Ardore: I Primigeni, esseri forgiati direttamente dalle scintille di Ignareth, dominavano il continente. Costruirono le Torri del Crepuscolo e scrissero le Rune del Fuoco Eterno. La loro caduta rimane un mistero.
Seconda Epoca — La Cenere: Le razze mortali emersero dalle rovine dei Primigeni. Guerre interminabili per il controllo del Cor Embris devastarono il continente. Terminò con il Patto delle Sette Fiamme.
Terza Epoca — La Brace: L'epoca attuale. Cinquecento anni di relativa pace, ma le tensioni ribollono. Il Cor Embris si risveglia, e creature dimenticate emergono dalle profondità.
Il Cor Embris è il nucleo di Brace Viva sepolto sotto le Montagne Centinelle. Emana un'energia magica chiamata Fluxus che permea tutta Emberia. I maghi la incanalano per i loro incantesimi, i sacerdoti la sentono come tocco divino, i guerrieri la percepiscono come ardore nelle vene durante la battaglia.
Da tre secoli il Cor Embris pulsa sempre più forte. I geologi registrano microsismi, le acque termali emergono in luoghi inattesi, e nelle notti senza luna il cielo a est di Emberia brilla di un tenue rossore.
«Quando la Brace Senza Nome tornerà a bruciare, il Velo tra i mondi si assottiglierà come pergamena bagnata. Chi terrà in mano la Fiamma Spezzata sceglierà: riaccendere il mondo o lasciarlo spegnere per sempre.»
— Dalla Profezia di Velindra, Quarta Sibilla di Ashmark